Read Jongens van glas by Pai Hsien-yung Pai Hsien-yung Mark Leenhouts Online

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De achttienjarige Blue Boy is van school gestuurd en door zijn vader verstoten wegens 'onzedelijk gedrag'. Hij belandt in het stadspark van Taipei en wordt opgenomen in de 'glazen gemeenschap', een kring van homo-prostitués. Samen met zijn vrienden, die een vervangende familiekring vormen voor zijn weggelopen moeder en zijn overleden broertje, probeert Blue Boy een zelfstaDe achttienjarige Blue Boy is van school gestuurd en door zijn vader verstoten wegens 'onzedelijk gedrag'. Hij belandt in het stadspark van Taipei en wordt opgenomen in de 'glazen gemeenschap', een kring van homo-prostitués. Samen met zijn vrienden, die een vervangende familiekring vormen voor zijn weggelopen moeder en zijn overleden broertje, probeert Blue Boy een zelfstandig bestaan op te bouwen..Deze beroemde roman van de Taiwanees-Amerikaanse auteur Pai Hsien-yung (1937) is een werk uit de vroege jaren tachtig. Het werd jaren geleden al vertaald in het Engels en is ook verfilmd. Het boek beschrijft de emotionele ontwikkeling van een jonge homo-prostitué in Taipei, de hoofdstad van Taiwan. Door de ogen van deze hoofdpersoon maakt de lezer ook kennis met andere leden van de homogemeenschap. De nadruk van de roman ligt op de levensverhalen van de verschillende personages, waarin vaak de relatie tot de vader centraal staat, en waarin gevoelens van marginaliteit of verstotenheid voortdurend aan de oppervlakte komen. In sommige passages lijkt Pai te wijzen in de richting van een allegorie: de verstotenen in het homopark in Taipei staan model voor de gemeenschap van vasteland-Chinezen die in 1949 naar Taiwan moesten uitwijken. Belangrijker dan dit soort mogelijke politieke interpretaties zijn echter de vaak ontroerende individuele portretten die Pai schildert....

Title : Jongens van glas
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ISBN : 9789044513646
Format Type : Paperback
Number of Pages : 412 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

Jongens van glas Reviews

  • Marco Sotgiu
    2019-05-18 20:49

    La prima volta che sentii la parola “niezi” fu a Shanghai, nell’estate del 1982, sussurrata di notte tra i sentieri del campus universitario. “Sai che è uscito un romanzo sui ragazzi gay di Taipei? Si intitola ‘niezi’”. Notizia a quei tempi clamorosa, eppure certa perché proveniente da uno studente americano che come me aveva conosciuto il mondo gay ben nascosto nella Taipei fine anni Settanta.Del libro allora, e fu così per molto tempo, fisicamente non c’era traccia, nel senso che non c’era modo di averlo. La settimana prima, per spiegare il clima, alla biblioteca di Shanghai ero riuscito ad avere per qualche ora tra le mani un’edizione del classico della narrativa omosessuale antica, “La manica tagliata”; un librone polveroso, non aperto da anni, marchiato da un bollino giallo, che in Cina è il colore non dei romanzi polizieschi ma di quelli erotici. Il giorno dopo il volume già non c’era più, era in restauro fino a chissà quando mi disse il bibliotecario con aria di disprezzo. Figurarsi, un occidentale che ficcava il naso tra i libri proibiti, nelle mutande sporche del popolo cinese in un certo senso.E allora di “Niezi”, romanzo taiwanese sull’omosessualità ci rimaneva solo quel suono, il cui significato però non era molto chiaro. Già, perché nell’entusiasmo iniziale nessuno aveva capito di che “niezi” si parlasse. “Zi” stava sicuramente per “ragazzo, giovane uomo”; ma quel “nie”? Il cinese ha quattro toni per distinguere i pochi suoni che utilizza, e questo maledetto “nie” sembrava proprio un quarto tono: secco, netto, che non permetteva repliche, quasi un’esclamazione.“Ma che cazzo di ideogramma è?” Scusate, ma la frase era proprio quella. D’altra parte stiamo parlando di parole, con le quali – è noto – è consigliabile non scherzare. (Per inciso, un articolo recente di Daniele Barbieri sul manifesto elenca molte parole italiane che vengono dagli “odiati” arabi; una di queste è proprio “cazzo”, etimologia che chiunque, donna o uomo, abbia avuto a che fare sessualmente con uomini arabi difficilmente metterà in dubbio). Che con le parole sia meglio non scherzare non è solo un modo di dire, soprattutto quando hai a che fare con il cinese. Persino Ezra Pound, rimettendo mano al classico di Ernest Fenollosa sugli ideogrammi cinesi come mezzo di poesia, si dimostrò molto più cauto del solito: io – dice Pound – ho solo sistemato qualche frase qua e là. In realtà non era vero, lo si capisce dalle note puntigliose aggiunte al testo originale, ma persino lui preferiva far finta di aver preso gli ideogrammi con le pinze.Memori di Ezra Pound, quindi con la dovuta cautela, cominciammo a spulciare tutti i dizionari che avevamo, da quelli compilati dai gesuiti al Dizionario Nuova Cina, quello con la citazione di Mao in rosso in seconda di copertina. Tra noi studenti, quel “nie” non lo conosceva nessuno. Andavamo per esclusione.“Tenere un asciugamano”… “i ragazzi con l’asciugamano”, improbabile, sembrava il titolo di un video porno della Falcon Studios su uno spogliatoio di San Francisco.“Criminale”… “giovani criminali”, esagerato: pensando ai teneri e docili ragazzetti taiwanesi era da escludere.“Terra cotta al sole”… “ragazzi di terracotta”, ma in che senso?“Perverso”… “ragazzi perversi”, doveva essere proprio questo! Era un ideogramma strano, composto da una collina con dell’erba sopra (che nell’antichità chissà perché indicava il peccato, la colpa); e poi sotto, schiacciato, quasi deformato dalla colpa-collina che gli stava in testa, c’era il simbolo di un ragazzo,. “Ragazzi perversi”, era perfetto, ci fu un attimo di soddisfazione, perché a vent’anni chi non vorrebbe essere perverso (e magari anche polimorfo)?Pacificatici con il titolo, solo parecchio tempo dopo riuscimmo a mettere le mani sul romanzo proibito, nella sua versione inglese “Crystal Boys”, ragazzi di cristallo. Stavolta il titolo aveva senso perché nel gergo gay di Taiwan i giovani si chiamavano tra loro proprio “ragazzi vetro”, trasparenti, invisibili.Sono passati vent’anni e adesso, ignaro di tutta la straziante storia del titolo, anche il lettore italiano può leggere questo libro proibito e a suo modo storico, pubblicato da Stile Libero Einaudi nella versione come sempre impeccabile di Maria Rita Masci, traduttrice tra l’altro di Acheng. L’autore è Bai Xianyong (più noto come Kenneth Pai), classe 1937, figlio di uno dei più potenti generali del Kuomintang fuggito a Taiwan dopo la vittoria dei comunisti cinesi.Il titolo italiano, niente di perverso né di cristallino, è “Il maestro della notte”, riferimento al personaggio che governa e protegge questa tribù di ragazzi omosessuali. Nati a Taiwan, un paese “invisibile”, inesistente sul piano diplomatico, essi stessi invisibili, inesistenti agli occhi dei più. “Nel nostro regno è sempre notte, la luce del sole non arriva mai. Appena spunta l’alba, infatti, il nostro regno si nasconde, poiché è uno stato completamente fuori dalla legge”. Inizia così, “Il maestro della notte”, con un’affermazione al tempo stesso inattaccabile e falsa.Falsa perché frutto di quella mitologia che purtroppo (lo disse una volta e poi mai più Mario Mieli – teorico del movimento transgender italiano – durante un convegno sull’omosessualità, tenuto niente meno che in Campidoglio) rimane una delle “malattie infantili” della cultura gay mondiale. Una visione mitologica che trasforma gesti quotidiani e anche banali, dal guardarsi negli occhi al fare all’amore, in qualcosa di eroico, di temerario e che ha dato vita a gran parte della stessa letteratura gay contemporanea. Eppure la descrizione è indiscutibile, assolutamente esatta, perché entrare in quel regno (parola di uno che questa mitologia gay l’ha sempre fuggita) era davvero qualcosa di speciale.La “tribù” di adolescenti le cui vicende vengono raccontate nel libro, si raccoglieva infatti in un piccolo parco al centro di Taipei, New Park chiamato così (in inglese) anche dai cinesi, che d’altra parte a pochi metri avevano chiamato uno stradone Roosevelt Avenue. Fuggendo dal perenne traffico di motorini nel caldo soffocante anche di notte, si passava per un ponticello costruito sopra un minuscolo lago munito di pagoda al centro e coperto di fiori di loto, al di là del quale ti accoglieva nella penombra questa schiera di piccoli elfi, ammiccanti e affamati di amore e di sesso. Una roba da “Signore degli anelli” gay, insomma.Rileggerlo oggi fa un certo effetto, non solo per il tempo passato ma soprattutto pensando a tutti i libri e film taiwanesi sulla “gioventù bruciata” più o meno gay. Basta citare “Il fiume” di Tsai Ming-liang. Se nel romanzo di Bai Xianyong il padre cattivo del protagonista lo allontana da casa senza possibilità di perdono, padre e figlio del film di Tsai Ming-liang si incontrano e fanno sesso, senza riconoscersi, al buio di una sauna. Anche da “Crystal Boys” è stato tratto un film, “Outsiders” del 1986, e soprattutto nel 2003 una serie tv prodotta dalla Taiwan Public Television, una sorta di “Queer as folk” cinese. Un libro “storico”, ma non un reperto archeologico, un testo ancora vivo. Anche perché (rubo una citazione a Zhang Xiaotao, giovane pittore cinese in mostra in queste settimane a Bologna insieme a 16 suoi coetanei) “questa nostra vita incasinata è, allo stesso tempo, putrida e splendente. In essa, talvolta, marciume e splendore diventano una cosa sola”.

  • LW
    2019-04-28 04:14

    孽子, Niezi / occhi assetati ,infiammati dal desiderio, consumati dall'angoscia e dalla paura, si urtano come tante lucciole attorno al lago dei LotiAbbiamo in comune un corpo bruciato fino al limite della sopportazione dal desiderio,un cuore che soffre di solitudine fino alla follia.E questi cuori, a mezzanotte, simili a bestie feroci che abbiano rotto le sbarre delle loro gabbie, si lanciano alla rincorsa della preda sfoderando gli artigli.Alla luce della luna rosseggiante, camminando uno sull'ombra dell'altro, come sonnambuli, iniziamo una folle rincorsa attorno al lago, senza pause né riposo, girando e rigirando all'inseguimento di questo immenso incubo pieno d'amore e desiderio.孽子 ,Niezi , che significa Figli degeneri, poi tradotto con il titolo Il maestro della notte , è un libro che ha affrontato in modo aperto e delicato il tema dell'omosessualità cinese ,per questo è stato per molto tempo oggetto di censura .In una Taiwan notturna di inizio anni 70,la vita per le strade ,i bordelli,i bar, uomini in stivaletti e camicie a fiori, in sottofondo la musica dei Beatles e di Tom JonesE poi il microcosmo del parco, il lago dei Lotil'emarginazione e la solitudinela violenzal'innocenza e il buiol'amicizia e la vitalità di questi "ragazzi di cristallo" 四 stelle

  • Kristin
    2019-04-26 22:53

    I am. Destroyed.

  • Collezionedistorie
    2019-05-23 02:59

    I protagonisti di questo romanzo sono i "ragazzi di vita" di Taiwan, la Taiwan del 1970. In vigore la legge marziale (la stessa che censurò a lungo il romanzo di Xianyong), l'omosessualità non è tollerata e così i ragazzi gay sono emarginati, costretti alla prostituzione e all'invisibilità, cacciati dalle loro stesse famiglie, espulsi dalle scuole e dall'esercito. Le loro vite gravitano attorno al Parco Nuovo di Taibei, al suo Lago dei Loti, dove la vegetazione nasconde i loro incontri amorosi. Il protagonista, narratore in prima persona, è Aqing: sua madre ha abbandonato la famiglia e il padre, dopo aver scoperto la sua omosessualità, lo ha cacciato. Aqing amava profondamente il suo fratello minore, che però è morto di polmonite; gli rimane un istinto di protezione verso i più giovani, nei quali rivede il fratellino perduto. Con lui c'è Xiaoyu, che sogna il Giappone dove cercare il padre mai conosciuto; c'è il Sorcio, con la sua collezione di oggetti rubati. Attorno al Parco gravitano anche le vite delle precedenti generazioni, come quella del Dragone che anni prima uccise per gelosia Afeng, la Fenice, il suo grande amore. Non ci sono solo ragazzi però, ci sono anche gli adulti come il Maestro, una sorta di protettore che organizza i ragazzi e procura loro i clienti, più o meno piacevoli, generosi e gentili oppure disgustosi e sadici. Rarissimi sono i benefattori come il signor Fu: non vuole nulla dai ragazzi, ma espia il suicidio del figlio, che lo ha commesso dopo essere stato scoperto omosessuale nell'esercito e rinviato a processo. Ognuno dei protagonisti trova un proprio percorso nel romanzo: Aqing diventa un barista, Xiaoyu raggiunge l'agognato Giappone, il Sorcio impara un mestiere onesto in riformatorio. Il legame col Parco tuttavia rimane vivo dentro di loro. La conclusione appare in qualche modo risolutiva e soddisfacente, complice anche la grande capacità dell'autore nell'essere credibile nel linguaggio ed al tempo stesso evitare qualsiasi volgarità, rimanendo delicato nonostante il tema scottante. Degna di nota è anche l'abbondanza mai eccessiva delle descrizioni e l'attenzione agli elementi naturali ed atmosferici che completano il quadro.

  • Andre
    2019-04-26 01:00

    This really does feel like collection of short stories.Sure, it is a full book, but the differing chapters often do not feel connected apart from the same characters being in it. But nonetheless, the novel is well written and by the time I read it, it was quite some time since I had one.Also, was it such a good idea to list the principal characters before even book one starts? Because some of them took a while to appear.So, would I recommend this book? Yes, it is pretty interesting to say the least. The "hidden kingdom" around the pond in Taipeh, the men from all corners of live (including doctors, hooligans, soldiers, former movie stars), all in the 1970s I think, the rules among them out of rank and security (e.g. Chief Yang usually gives his ok when he assessed a newcomer, in case there is danger). All things I think would make quite an interesting read for anyone.However, a warning, the drama comes pretty quickly, e.g. I was only on page 36 and the book already had suicide attempts, light sadomasochism, immigration and Central Park.Also, sometimes there were some oddities in the writing, you see apart from the fact that I asked myself who the narrator in that one chapter was when the text suggests that it wasn't A-qing, with the story of Wang and how he took in so many boys in NYC because they reminded him of Phoenix Boy and what it lead to, I wonder whether the author isn't adding a bit too much into this book. In fact I wondered where this would go. I could not really see a straight plot, rather several plots. In fact with the story of, apparently retarded, 15 year old Sonny this first seemed more and more not exactly like a novel but rather like a collection of stories.The ending sounded a little bit like romanticizing the "dark kingdom" to me. And it does feel a bit open ended as well, how A-qing found that new boy... whose name I already forgot, something about Luo or so.So it could have ended better.

  • Le Chapelier Lettré
    2019-04-22 04:08

    #En 3 points :*Un récit emblématique : "Garçons de Cristal" est considéré par beaucoup comme un chef-d'œuvre : un titre souvent donné à la légère mais qui ici s'avère totalement mérité pour la poésie de sa plume, pour l'authenticité des dialogues, pour la beauté des descriptions, pour avoir été le 1er à aborder ouvertement l'homosexualité après plus d'un siècle de censure chinoise - l'œuvre est de ces incontournables qui vous habitent longtemps après votre lecture.*Une galerie de jeunes proscrits attachants : Les gamins de Taipei, Aqing, le Souriceau, Petit Jade, Wu Min, n'ont rien à envier aux personnages de SE Hinton ou JD Salinger, ils partagent d'ailleurs la même authenticité - Pai ne juge jamais ces ados paumés et attachants, malmenés par la vie mais qui s'accrochent à leur existence avec une fougue désespérée, et s'il ne noircit par le tableau de nos jeunes prostitués (jeux adolescents, entraide fraternelle, confidences...), c'est par quelques lignes cruelles qu'il rappelle leur infortune et le danger qui plane constamment autour d'eux.*Un équilibre parfait : Pai Hsien-yung signe avec "Garçons de Cristal" son chef-d'œuvre suprême, il décrit le quotidien de ces petits princes de la Nuit sans jamais tomber dans le mélodrame ni le sordide, pas plus qu'il ne s'égare dans les scènes de sexes ; certes, le désir est omniprésent au long des pages mais jamais montré clairement, le voile pudique que Pai jette sur leurs activités nocturnes empêchant un déballage obscène - l'œuvre de l'auteur est au-dessus de tout sensationnalisme, elle est vraie, pure, taillée par la poésie... Comme le cristal.La note en + : Parce que ces "Garçons de cristal" mériteraient plus qu'une Plume Express, je vous invite à lire la chronique d'Hélène Hazera sur le site de Libération.

  • Nelleke
    2019-05-12 02:49

    Indrukwekkend mooi. Een jongen wordt betrapt samen met zijn gymleraar. Hij wordt van school gestuurd en door zijn vader uit huis gezet. Hij komt terecht in een park en probeert daar samen met andere homo-prostituees te overleven. Het boek gaat niet ver in op datgene wat je zou verwachten bij een boek over homo-prostituees, maar het beschrijft de eenzaamheid. Achterin vergelijkt de vertaler het boek met Alleen op de wereld van Hector Malot. Daar sluit ik me volledig bij aan. In beide boeken wordt steeds de wereld waar de hoofdpersoon vertrouwd is geraakt vernietigd.

  • J.J. Levesque
    2019-04-24 21:06

    I remember loving this book when I read it, and I still really want to get my hands on a copy. There is a movie or a drama based on it, which I also want to see. The characters felt real, and their stories were heartbreaking and hopeful at the same time. I really felt for all of them, and hoped that in the end they found happiness.

  • Mio Mao
    2019-05-02 04:57

    Un classico, peccato per la traduzione italiana che è in parecchi punti sciatta e imprecisa. Sarebbe bastato controllare l'equivalente traduzione francese o inglese da anni sul mercato, per migliorare il risultato.

  • Linda Maria ~
    2019-05-15 03:05

    review coming soon

  • Mirshe
    2019-05-20 02:53

    "all human no matter who,only hope for happiness and understanding from the person they love..."

  • 木
    2019-05-18 21:09

    文字修饰过渡不符合底层人的身份,有些地方给人过于“耽溺”的感觉

  • Jin Z
    2019-05-22 20:48

    和白先勇先生的《臺北人》和《紐約客》相比,《孽子》雖然更有野心,刻畫了更廣泛的世態人情,但其中的人物雖然有一定的複雜性,但似乎缺乏白先生短篇小說中各色人物不留雕琢痕跡的真實感。讀罷全書我對主要人物缺乏一種感情上的共鳴和認同,實在是可惜。

  • Tze-Wen
    2019-05-12 23:04

    “When I went to bed I thought of my own father. I recalled the time he’d pinned his Order of the Precious Tripod on my lapel, so seriously, so grandly. He probably thought I looked a lot like him, too. Too bad he had to go and pin all his hopes on someone like me. [...] No, I think I knew how much Father had suffered. In the months since I’d left home, my knowledge of the terrible agony he was enduring pressed down more and more heavily on my heart. That unbearable agony was probably what I was trying to hid from. [...] I had to keep away from Father because I knew I couldn’t bear to see the look of anguish on his devastated face. – Crystal Boys“No, this is not a book about hot gay men frolicking in New Park, and it certainly would limit the book’s scope to call it “The first modern Asian gay novel” and nothing else. Yes, it is a book that deals with a gay protagonist and his friends, but it just so much more than that.The main theme of the book is the way gay Taiwanese boys and men cope with their sexuality. In the setting of seventies’ Taiwan, it influences everything; relations with family members and friends, school and work life, and one’s position in society in general are all affected.In order to explore this topic, the author introduces an array of different characters. There are many nameless hustlers, but also sufficient named ones, to keep the story interesting. I have to warn you though, you may be daunted when seeing the List of Principal Characters for the first time. I even tried to memorize it, before continuing the story. Don’t bother, consider it just as an useful list to go back to, when you find yourself wondering who “Fatty Lu” or “Heavensent Fu” is.The characters from the list have all been given sufficient depth, according to their role in the novel. A-Qing, as the main lead, carries the story throughout, and is thus the most detailed. His cronies, suicidal Wu Min, smooth-talking Little Jade, and kleptomaniac Mousey are also featured in detail. In short, they are all people that I can understand, pity and cheer for. Even legendary Wang Kuilong aka Dragon Prince, who killed his star-crossed lover Phoenix boy but managed to escape prosecution, is a figure that will break your heart. Without his lover, and without his father who could not forgive him even in the face of death, he is left all alone in the world.I believe the principal strength of this novel lies in opening an unknown world to the reader, a world filled with tragic males, but not portraying them as helpless or passive; they really try to make the best of it, even Dragon Prince.I don’t usually give a book full marks, but Crystal Boys, a novel that managed to keep me interested page after page, deserves every single star. I hope that you too will look past the cover (which I tried to hide when reading in public, because it makes it appear as a steamy romance novel) and give this novel a try.Finally, to illustrate that gay men in this time and age are gaining more acceptance in Taiwan, I’d like to recommend the movie Formula 17, which is a more lighthearted, romantic portrayal of homosexuality.

  • David
    2019-05-15 23:49

    Nostalgia for a time before one was born isn't unique, but to love Taipei in the 50s and 60s is to take in the poverty and the complex history of the land's multiple occupiers, to take in its orphans and prostitutes, and still love the city because you recognize the same kindness, optimism, and strength in its people from these old stories.Published in 1983, 孽子 (unfortunately titled "Crystal Boys" in its English edition) is a story about the gay scene around a lotus pond in a Taipei park beginning from the late 50s. The German edition is titled "Treffpunkt Lotossee" - which is a much better translation. Around this lotus pond, teenagers who came from destitute families or who have been kicked out of their homes work as prostitutes, usually for older, more successful but still closeted men. Many of them develop complex and even caring relationships with their clients, who are just as lost as these boys. The characters are unique in how broken they are, but also how hopeful and joyful they remain, and how much they look after each other in ways that are realistic and believable. Pai Hsien-yung simply describes. He doesn't overstate each character's misfortune. They are not out for sympathy. They are trying to figure their lives out, just like everyone else.In Chinese literature, a lotus signifies purity. It can grow from muddy, polluted water, yet its flower will still be clean and modest. It's the perfect symbol for these boys. Chased from every corner by society's prejudices, they go on loving each other, caring for those left behind by society, for those who show them affection. So this nostalgia is not for a time when art and literature flourished, nor is it for youthful innocence. It's for the Taiwanese soul that remains kind and joyful, even in the worst of times.

  • Scrittevolmente
    2019-05-01 23:06

    Dopo aver letto e parlato di omosessualità nell’ambiente della Torah – vedi recensione de Il mio amato – sono passata alla grande e imponente Cina!Anni 70 in una Taiwan che è a metà tra il sogno di chi fugge dalla propria casa e la realtà di fame, miseria e sopravvivenza, è in mezzo a uno scenario spoglio e intricato che nasce il Parco Nuovo, il nido per tutti i ragazzi omosessuali che si incontrano e riuniscono al calare del sole.Non è solo un luogo dove fare marchette, tutt’altro. È un ritrovo, è una casa, è il posto dove il Maestro può tenere d’occhio i suoi uccellini per bacchettarli se hanno fatto qualcosa di sbagliato, per proteggerli se sono finiti in qualche guaio e chissà, anche per trovare loro una sistemazione che gli permetta di mantenersi senza l’ausilio di quel gruppo che ogni notte rischia di sgretolarsi nel vento.Il maestro della notte è un romanzo che apre lo sguardo su un cosmo che vede schiudere i suoi petali al crepuscolo, su una generazione abbandonata, dimenticata, ignorata, senza direzione, che si arrabatta in un placido ottimismo per il futuro.Questo libro non racconta una storia, ne racconta tante, alcune più approfonditamente altre appena accennate, getta la sua luce sulle vite di Aqing, Wu Min, il Sorcio, Xiaoyu, del Maestro e di Axiong, per non parlare della Fenice e di Wang Kuilong, intrecciati in una leggenda che si tramanda nel parco anno dopo anni, discepolo dopo discepolo.Per leggere l'intera recensione: QUI

  • Lisetta
    2019-05-09 02:52

    Una storia quanto mai dura e violenta, quella narrata da Bai Xianyong, e fa male leggerla,perch�� c����� la consapevolezza che simili storie non sono relegate solo nella fantasia di uno scrittore. Protagonisti infatti sono ragazzi, che a dispetto di tutto e tutti hanno smesso di sognare o forse, nessuno �� stato mai in grado di insegnargli che alla loro et�� �� normale sognare ad occhi aperti un futuro per cui lottare perch��, pur essendo giovani il loro breve passato �� segnato solo dalla violenza, dall���abbandono, dalle incomprensioni e dai drammi famigliari. Allora questa storia vede come protagonisti anche quei padri, che riescono a comunicare con i propri figli, solo attraverso l���uso della violenza , perch�� �� facile sfogare le proprie frustrazioni sui pi�� deboli; cos�� come le madri tristi, abbruttite da una vita di fatica, i cui segni rimangono impressi nelle mani gonfie e screpolate, nei solchi sul viso scurito da un trucco sempre sbavato; madri che fuggono da un destino certo per uno incerto nel tentativo di allontanarsi per sempre dai propri incubi. Per�� in quel parco, il parco nuovo di Taibei -dove questi ragazzi come corvi, si ritrovano durante la notte intorno al lago di loti- non c����� mai la luna, ma le stelle che brillano quelle si, ci sono sempre.

  • Lin Yen-Pang
    2019-05-12 03:46

    美得驚心動魄

  • Mimonni
    2019-05-08 22:55

    Una perla trovata alla mia bancarella di fiducia e che mi porta addentro alle letture cinesi fatte quest’anno.Piccola perla soffusa di tenerezza, di comprensione e umanità, solidarietà tra reietti della società in cerca dell’amore tra innumerevoli nefandezze. Mi spiace che libri come questo rimangano praticamente sepolti negli scaffali delle librerie e non si possa che incontrarli per caso, com’è successo a me.

  • Insoo
    2019-05-03 21:50

    4.5 This one will be hard to forget. Effortless but charged writing, full of wonderful and heartbreaking imagery. I felt like I was transported to the hot streets of 70s Taiwan and stranded in the dirty alleyways of shops and restaurants, where shadows and loneliness reign supreme. I think Pai's biggest strength is the exploration of human relations (especially familial) and how much they shape us and how much they destroy us.

  • Mirrordance
    2019-05-02 00:04

    Una specie di ragazzi di vita made in Taiwan, uno spaccato di una gioventù che all'inizio appare bruciata ma in realtà è solo spaesata e emarginata.Uno sguardo su un mondo lontano e differente da quello occidentale.

  • Booklovinglady
    2019-05-08 22:59

    I've read this impressive book for the autumn challenge 2013 of the Netherlands & Flanders group. For a review in Dutch, see https://www.goodreads.com/topic/show/...

  • Stefania
    2019-05-21 21:52

    Nonostante l'argomento, come hanno già scritto in tanti, è scritto in un modo molto delicato. Personaggi ben delineati ai quali ti affezioni.

  • Josine van Heek
    2019-05-20 00:11

    Eerste keer gelezen toen ik nog niet in Taiwan was geweest, tweede maal toen ik er woonde (Leesclub 2010). Kan niet door het 228 park lopen zonder aan dit boek te denken.